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14/04/2021  Principale 

Importare dalla Cina, cosa cambia dal 15 marzo

Le importazioni di merce proveniente da paesi al di fuori dell'Unione Europea (soprattutto da Cina) hanno avuto un incremento esponenziale negli ultimi anni, grazie all'esplosione dell'e-commerce ed i prezzi molto bassi offerti dai marketplace orientali (per esempio Aliexpress).

Per facilitare i processi di sdoganamento, le attuali normative UE prevedono un'esenzione di IVA e dazi sotto i 22 Euro di valore merce, senza che quasi nessuna spedizione venga trattenuta in dogana per un accertamento (prova di pagamento). Spesso i venditori dichiarano un valore merce più basso rispetto a quello reale (anche del 90%) pur di stare sotto la soglia dei 22 Euro e non far pagare imposte al cliente.

Questa pratica viene utilizzata anche nelle spedizioni B2B, dove spesso l'importatore chiede al fornitore di indicare nella CI (Custom Invoice) un valore merce inferiore rispetto a quello reale. Se la dogana chiede una prova di pagamento, è sufficiente una autodichiarazione oppure un accordo scritto col fornitore che indica il pagamento alla consegna (perché i cinesi si fanno pagare dopo aver spedito, come no!).

Le conseguenze di questo sistema sono ovvie: mancato incasso delle imposte da parte dello Stato, concorrenza sleale nei confronti dei venditori presenti nel vecchio continente. L'Unione Europea, di fronte a quella che è diventata un'enorme falla (uso il temine falla perché lo è a tutti gli effetti), è corsa ai ripari con una nuova normativa ed un nuovo sistema di sdoganamento.

Controlli più capillari

Dal 15 marzo 2021 si parte con la prima fase del programma, aumentando considerevolmente i controlli delle importazioni provenienti dai paesi extra-comunitari. Questo nuovo sistema si chiama ICS2 (Import Control System 2) e dovrebbe aumentare la sicurezza delle spedizioni verso l’Europa attraverso nuove procedure di controllo ed una condivisione delle informazioni tra gli Stati membri dell'Unione Europea.

Grazie all'ICS2, le dogane europee potranno identificare con maggiore facilità le spedizioni ad alto rischio ed interverranno più rapidamente per rendere sicuro il transito delle merci.

Entry Summary Declaration

Per evitare controlli doganali, la maggior parte delle importazioni contiene descrizioni della merce vaghe ed imprecise. Nelle spedizioni verso acquirenti retail è piuttosto comune trovare nella descrizione della merce termini come “gift”, “spare parts” e “sample”, inserendo un valore di pochi Euro (invece del reale prezzo di acquisto).

A partire da oggi, tutto questo non sarà più possibile. Infatti, con il nuovo sistema ICS2, gli spedizionieri sono costretti a descrivere in modo accurato la merce all'interno dei colli utilizzando la Entry Summary Declaration ed il codice univoco HS che identifica (a livello globale) ogni tipologia di merce.

In questa prima fase, saranno interessati i corrieri e gli operatori postali europei, ma anche gli operatori postali di paesi terzi che spediscono in Europa.

Dal primo marzo 2023, questo nuovo sistema si applicherà anche a tutti gli altri operatori postali, ai vettori aerei ed espressi e agli spedizionieri internazionali. Il primo marzo 2024 toccherà alle spedizioni via mare e fiumi, tramite ferrovia e strade.

Addio soglia dei 22 Euro

Dal primo luglio 2021 non ci saranno più soglie "tax free". Si dovrà pagare IVA e dazi su qualsiasi importazione, anche su spedizioni con valore inferiore di 22 Euro.

L'unica esenzione prevista sarà per spedizioni sotto i 150 Euro di valore dichiarato, in questi casi si dovrà pagare solo l'IVA. I costi di sdoganamento probabilmente resteranno presenti, non è ancora chiaro se subiranno aumenti di prezzo da parte degli spedizionieri.

Quest'ultimo cambiamento era previsto per gennaio 2021. Tuttavia, per dare tempo agli Stati membri di adeguarsi alle nuove disposizioni, c'è stata una proroga di sei mesi. Ecco perché la nuova normativa entrerà in vigore dal 1 luglio 2021.

Con queste novità, acquistare merce da Paesi extra europei diventerà meno conveniente solo per il B2C. Probabilmente i marketplace orientali si adegueranno includendo gli oneri doganali nel prezzo di acquisto (come ha fatto eBay per USA, Canada e Australia). In questo modo diventerà difficile aggirare la norma ed i "furbetti" dovranno mettersi l'anima in pace e pagare quanto realmente dovuto.

Le importazioni B2B (forniture legali) non dovrebbero subire ripercussioni. Questo nuovo sistema potrebbe essere un'arma in più per contrastare sia l'evasione di imposte che il commercio illegale di prodotti contraffatti e pericolosi.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare la fonte dell'articolo sul sito ufficiale dell'Unione Europea.